Comunicato Stampa
ANPA: L’IMU E’ UNA IMPOSTA DA ELIMINARE.
“Sull’IMU e anche sugli altri aumenti che interessano l’agricoltura va ridiscusso tutto e non è il caso di chiedere sconti come sta facendo qualche Organizzazione agricola. L’agricoltura di pagare altre imposte non se lo può permettere e questo è dimostrato da come le Aziende Agricole trovano sempre più difficoltà nel versamento regolare dei contributi previdenziali. Che senso aumentare la tassazione alle imprese quando già oggi facciamo fatica a pagare? Se il nostro settore è tra quelli che danno più lavoro ad Equitalia questo dovrà pure avere un significato! Come è possibile chiedere di pagare l’IMU su una stalla vuota? Su terreni che non producono più nulla e se vengono coltivati lo sono solo per la cocciutaggine di agricoltori che non si rassegnano all’abbandono”.
Secondo Venarucci tutto quanto predisposto dal Governo Monti per l’agricoltura testimonia l’assoluta inadeguatezza e la totale mancanza di conoscenza di chi ha predisposto le varie manovre.
“L’ANPA – prosegue il Presidente dell’ANPA - è convinta che l’agricoltura potrebbe dare un enorme contributo in termini di PIL, di aumento dell’export, in diminuzione dell’import e in termini di rilancio di nuova occupazione, ma per fare questo si deve agire con vero coraggio colpendo gli interessi delle lobby che schiacciano il settore. La prima azione deve essere rivolta ad una profonda semplificazione. Basta a tutta quella burocrazia che va a beneficio delle Associazioni Professionali, basta alle rendite di posizione come quella che obbliga chiunque debba contrarre un affitto in deroga a rivolgersi obbligatoriamente ad un sindacato agricolo come se l’Italia di oggi fosse la stessa del 1982”.
“L’agricoltura va protetta nella sua funzione di presidio ambientale e per farlo bisogna proteggerla dalla peggiore globalizzazione. Non si tratta di protezionismo – continua Venarucci - ma di seria gestione della salute delle persone. Globalizzazione deve poter significare che lo stato deve proteggere l’agricoltore e il consumatore da prodotti di minore qualità che si trasformano come per incanto in un vero Made in Italy tradendo la fiducia che il mondo riserva ai nostri prodotti. Da troppi anni siamo conniventi permettendo che il concentrato di pomodoro cinese si trasformi in autentica passata italiana”.
“Dopo il taglio della burocrazia, dopo l’azzeramento delle molte ed inutili pratiche sindacali, servirà una profonda riforma delle organizzazioni di prodotto e di tutto quello che ruota all’interno di filiere oggi inutili ai produttori agricoli. Semplificazione vuole dire anche ridurre il numero delle poltrone agricole che sono troppe e troppo costose. Se si riuscirà a liberare il settore da tutti i pesi che ci gravano sopra, - conclude Venarucci - l’agricoltura farà la sua parte per intero”.
Roma, 10/02/2012