Comunicato Stampa
ANPA: SULLE LIBERALIZZAZIONI VENARUCCI SCRIVE AL SOTTOSEGRETARIO CATRICALA’.
“Noi agricoltori crediamo che sia questo il momento per dire basta a tutta quella burocrazia che va a beneficio delle Associazioni Professionali” - inizia così la lettera inviata da Furio Venarucci al Sottosegretario Antonio Catricalà. – “e l’ANPA è nata proprio per la volontà di agricoltori che volevano sfuggire a chi lucra sulla inefficienza del nostro sistema agricolo e che ogniqualvolta può frappone ostacoli con l’intento di aumentare il proprio potere”.
Due gli esempi portati da Venarucci nella lettera. Il primo riguarda l’annosa questione dei contratti agrari dove spiega Venarucci che lo stesso Sottosegretario se dovesse dare in affitto un Suo terreno con un contratto in deroga sarebbe costretto a rivolgersi ad una Associazione per essere “assistito” in questa operazione di difficoltà epocale, naturalmente iscrivendosi in modo coatto ad un sindacato e potendolo scegliere, a detta degli stessi sindacati, solo tra quelli presenti al CNEL. Presenti cioè nell’Organo costituzionale più inutile e che meriterebbe una rapida chiusura con legge costituzionale adeguata.
Il secondo esempio riguarda la legislazione che regola i Centri di Assistenza Agricola che invece di diventare strumento di snellimento burocratico per le aziende agricole sono diventati strumenti in mano delle Associazioni Sindacali che lucrano sulle inefficienze della Pubblica Amministrazione.
Ma semplificazione vuole dire anche ridurre il numero delle poltrone agricole che sono troppe e troppo costose e se questo Governo riuscisse a liberare il settore da tutti i pesi che ci gravano sopra, l’agricoltura ne avrà molto da guadagnare e con essa l’intero paese.
“Gli agricoltori – ha concluso il Presidente dell’ANPA - si aspettano che il Governo li liberi dalle catene sindacali che li stringono, ci aiuti a proteggere il nostro lavoro dandoci le stesse condizioni di lavoro dei nostri competitor internazionali, ci dia nuovamente la dignità che politiche sbagliate ci hanno fatto perdere e vedrà che le nostre aziende saranno il motore che farà ripartire dalla terra l’economia nazionale”.
Roma, 12/01/2012